Seleziona una pagina

L’ennesima giornata o settimana dedicata a qualcosa di importante, di socialmente sensibile…

Anche l’infertilità è rientrata in queste categorie da difendere e da mettere in evidenza.

Lo scopo? Direi molteplici, infatti oltre alla visibilità in generale ritengo possa essere valida anche una funzione introspettiva per chi quella condizione la vive o l’ha vissuta.

Personalmente la vivo anche come l’ennesimo sfogo perché, nonostante il tempo passi inesorabilmente, alcune dinamiche tardano a modificarsi.

Mi spiego meglio e ci provo in due punti:

Percezione sociale: 

Poco tempo fa mi sono imbattuto nell’ennesima e sciagurata notizia di cronaca in cui un tale (nemmeno merita di essere citato il fenomeno) sosteneva che una donna (io aggiungo anche un uomo) non in grado di procreare non serve praticamente a nulla. 

Ecco, ha detto tutto…secondo i codici medioevali magari, oppure secondo qualche ripugnante ideologia anch’essa riconducibile ai tempi di Carlo Magno.

La verità è che tuttavia una parte della società non accetta e non accoglie l’idea che un uomo e una donna, per una svariata serie di motivazioni estranee alla loro volontà, non possano procreare.

Ho la brutta percezione che questa categoria di persone sia la stessa che non accetta altro che la “normalità” della famiglia canonica. Quindi a questo punto l’infertile finisce diritto nel girone degli omosessuali, degli immigrati indesiderati, delle puttane e degli abortisti.

Mi sono divertito con rabbia a immaginare il girone dantesco in cui finirò anche io (secondo la loro area mentale). Ritengo che la compagnia possa essere abbastanza divertente.

La ragione dello sfogo è che il senso di colpa percepito a causa della mia condizione di genitore mancato, cresce con gli anni e questo a ribadire che non è vero che il tempo sistema le cose.

Azione politica

E intanto cosa succede nel panorama politico? Cosa fa chi può cambiare le cose e rendere meno traumatica la condizione di migliaia di persone?

Praticamente nulla. 

Lo dico con certezza perché le persone continuano a lottare con fatica, vanno all’estero, spendono un patrimonio e passano il loro prezioso tempo negli sterili centri di fertilità in attesa di un verdetto che riguardi la loro infertilità… Perversione, aberrante e oggettiva.

La politica legifera sul numero di tentativi, sull’etica e la bioetica, il tutto in modo anacronistico e patetico perché intanto il mondo corre e le persone disperate non hanno tempo di aspettare.

Conclusioni

Libero sfogo e libera rabbia nella settimana dell’infertilità. Ecco come la vivo io.

Ci tengo però a ribadire che, nonostante il pessimismo da me esternato, nella quotidianità abbiamo un salvavita rappresentato dalle relazioni.

Ogni relazione può trasformarsi in aiuto concreto, la famiglia, gli amici o un buon psicologo…

Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi