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Il 19 marzo può essere anche la festa del papà mancato suo malgrado?

Ho già trascorso una festa del papà con dei bambini in affido. Ovviamente a scuola fecero dei lavoretti per il padre biologico e non per quello affidatario. Non ricordo esattamente cosa provai in quella circostanza ma so benissimo che oggi sento l’esigenza di essere riconosciuto e festeggiato per la mia paternità mancata, per il fatto di essere un buon padre immaginato e immaginario.

Insomma io i miei figli li tratto bene e li educo al meglio delle mie possibilità.

Che altro serve? Il figlio in carne ed ossa? Il figlio biologico?

Al diavolo rispondo!

La genitorialità dovrebbe essere prima di tutto uno stato mentale, una condizione psicologica di riconoscimento del proprio essere.

Troppe volte vediamo padri assenti, distratti o, dettaglio ancor più devastante, inadeguati al loro ruolo. Compito per altro privo di programmazione, di costruzione per immagini e talvolta nemmeno desiderato.

Ora, dico io come padre, i miei due figli li ho voluti con tutto me stesso, li ho immaginati, desiderati, chiamati e anche supplicati. Il fatto che siano fermi a qualche frontiera o dogana del piffero non mi toglie un grammo di paternità.

Ho il sacro santo diritto di essere festeggiato, riconosciuto e rispettato come padre.

Anche senza figli.

Papà mancato mio malgrado.

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