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Senza figli? Un altro modo di vederla

Pochi giorni fa mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico. Steso sul lettino in una specie di anticamera della sala operatoria ho risposto alle domande di un medico mentre mi “attrezzava” per l’intervento: età, titolo di studio, allergie, residenza, sposato, figli. A quest’ultima domanda ho risposto no, sono senza figli. Il medico mi butta lì un bel “Bene, beato te!”.

Io ho subito rimarcato il fatto che non era per scelta e lui,  molto reattivo e spontaneo, ha ribadito il concetto: lui di figli ne aveva e la mia condizione era migliore. Non era per nulla sarcastico, al contrario molto serio.

Beato me? Scherziamo? Sono anni che mi crogiolo nel dolore per la mancanza di un figlio, che litigo con me stesso a causa della mia incapacità di abbandonare, almeno per un poco, il maledetto desiderio di generare un discendente. Non si può dirmi così, prima di un intervento che durerà ore, beato te…

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Oppure si? Può essere una opzione valutabile?

Certo che può essere un’opzione valida e valutabile, a patto che si riesca a smaltire un po’ del fardello che ci si porta dietro come singolo o come coppia.

Il peso del genitore mancato, senza figli per l’appunto.

Infatti, realizzare che la condizione di genitori senza figli “childless” possa essere uno “stato di beatitudine” è come vedere il bicchiere mezzo pieno, concretizzando il concetto per cui è senz’altro vero che ci manca qualcosa ma altrettanto vero che abbiamo molto altro a nostra disposizione in cambio.

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Che cosa?

Noi stessi per esempio! Noi e il nostro tempo che dovremmo poter gestire in funzione solo di noi stessi e della nostra coppia.

Ognuno dovrebbe poter essere in grado di trasformare il vuoto con un pieno a proprio piacimento, cogliendo nella mancanza una grande occasione. Ovviamente non ci sono risposte universali, valide per tutti, ma solo personali.

A volte mi piace pensare che la condizione childless sia come una rinascita, una seconda opportunità di ricostruire una vita intera, demolendo di fatto il concetto di linearità degli eventi.

Ci sembra poco? Proviamo a ragionare sul “beato me”.

Il tema della mancata genitorialità è generalmente poco trattato; un primo approccio rigoroso è trattato nel libro “Senza figli – Una condizione umana” di Duccio Demetrio e Francesca Rigotti. Riposto link di un’intervista agli autori.

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